
La retrospettiva dedicata a Richard Rogers, uno degli artefici della "machine Beaubourg"
ha chiuso la lunga serie di iniziative promosse per il trentennale della nascita del centro.
Il brief iniziale di AB Rogers conteneva la richiesta di una soluzione luminosa d’impatto
che prevedesse l’utilizzo di sorgenti luminose ad alta efficienza, in grado di concentrare
luce puntuale su plastici e disegni, schizzi, bozzetti esposti e con un fondale costituito
dalla parete “timeline”, illuminato in maniera omogenea, che ben dialogasse con i chiaroscuri
del percorso espositivo. Un vincolo progettuale era inoltre costituito dall’utilizzo di una
maglia di binari pre-esistenti, montati a poca distanza dal soffitto.
La soluzione progettuale adottata ha comportato lo sviluppo di un prodotto ad hoc, progettato da
Rogers Stirk Harbour + Partners, che ha previsto l’utilizzo di apparecchi sospesi a binario a cavo,
sospensione in acciaio singolo, in modo da potersi avvicinare in maniera puntuale ai grandi
tavoli-isole su cui erano collocati i plastici.
Il progetto illuminotecnico si è quindi sviluppato definendo tre livelli di intervento:
Nel rispetto del brief di AB Rogers, la luce si concentrava solo sulle opere e non sulle aree
di circolazione. L’area centrale, relax, in cui era esposta una sezione del rivestimento in bambù
del soffitto dell’aeroporto di Madrid, veniva illuminata con luce indiretta, di riflesso da una
serie di sedute fucsia. Gli oggetti che componevano l'allestimento, dai tavoli alle sedute,
alle postazioni computer sono stati ideati da Abe Rogers, designer e figlio dell'architetto.
La scelta di utilizzare lampade ad alogenuri metallici con ottiche Reggiani IOS ha riguardato l’intero
spazio espositivo. Nella zona d’ingresso, AMBAR, insieme ad alcune MAANTIS hanno completato la
soluzione illuminotecnica della mostra evidenziando il plastico in scala 1:10 dello snodo
portante in acciaio progettato per il “Terminal 5 di Heatrow a Londra”, hanno completato la
soluzione illuminotecnica della mostra. Particolarmente interessante è stata la collaborazione
tra l’atélier Rogers e Reggiani sullo sviluppo del sistema di proiettori AMBAR che, in linea con
la filosofia del sistema Reggiani IOS, ha dimostrato grande efficacia in questo tipo di
applicazione in ambiente espositivo.
Tecnologie Reggiani utilizzate: